E Lenny lo sa.

Ieri sera, al concerto di Lenny Kravitz, tutte le ragazze presenti e più o meno la metà dei ragazzi, ambivano a scoparselo selvaggiamente fino a consumarlo come un ghiacciolo.
L’Arena era piena. Faceva fresco, c’erano pochissime zanzare, tenute alla larga dagli ormoni dei presenti che scalpitavano come bufali impazziti.
Lenny lo sa.
Lo sa che per quanto sia bravo, non è esattamente per quello che tutta ‘sta gente sta sbavando per lui. Ma visto che bravo lo è sul serio, non vedo perché non approfittarsi un po’ di essere un feticcio sessuale. Da grande voglio essere anche io un feticcio sessuale.
Lenny Kravitz live è Fanta-Scopate è “nudo-nudo!” è pubblico in delirio, eccitometro fuori scala, è cori di “boooonooo!” Lui dal palco fa davvero quello che vuole, trasforma il pubblico dell’Arena in una parte della sua band. Vuole cori, vuole che si canti assieme a lui, vuole supporto sonoro, alla faccia di quel campione di simpatia che prima de: “La Donna Cannone” dice con spocchia: “Questa almeno, fatemela cantare a me”.
Di fianco a Lenny una band con le strapalle, tra cui spicca Franklin Vanderbilt Junior dietro la sua batteria. Un omone di due metri questo Junior, che come un direttore d’orchestra gestisce, coordina, attacca, e manovra i numerosi cambi di tempo e di groove che si susseguono per tutto il concerto e anche all’interno dello stesso pezzo.
E’ uno dei miei primi concerti in minischermo. Nel senso che davanti a me c’era una selva di cellulari, macchinine fotografichine, videofonini, tutti puntati verso il palco.
Ammetto che ‘sta cosa un po’ mi sta sulle palle.
Tanto che, pur leggendo “pausa” sullo schermo del videofonino di quello davanti a me, impegnatissimo a tenerlo alto per riprendere tutto, non gli ho detto nulla.
Ma allora, se al prossimo concerto mi porto dietro la Reflex, mi fanno entrare?
Comunque, ho trovato questo:

Il tizio pelato di spalle, che si vede abbastanza bene a 1.59, mi sa che sono io.
E davanti a me c’è pure Ladyzilla!