Assente Giustificato.

Da un po’ di tempo, il ritmo degli aggiornamenti sulle verdine pagine di Diegozilla, è decisamente diminuito. Sì, sono un po’ latitante. (E non solo qui, mi sono dato alla macchia in generale, non ho ancora accumulato ritardi, ma “chi sa” si sarà sicuramente accorto che sono in altre faccende affaccendato)
Mi sono recato nei boschi, come disse qualcuno, e questa volta il mio accampamento silvano si è dimostrato più resistente del solito alle intemperie.
Ho guardato in faccia il mio romanzo e mi ci sono ributtato dentro.
Gli ho cambiato i vestiti, la pelle, le ossa e i muscoli, lo agitato, smontato e carenato con una struttura in vetroresina. Adesso, nella galleria del vento va che è una bellezza.
L’editore è contento, ha letto i primi 5 capitoli, mi ha dato dei consigli e dei suggerimenti molto azzeccati su alcuni passaggi.
(indizio: sarò sullo stesso scaffale con un tizio in calzamaglia e mantello, con accanto uno strano tipo con un sacco di barba e capelli)
E io vado.
Nei boschi.
E’ complicato spiegare, a chi in quei boschi non ci è mai andato, l’eccitazione che si prova a correre per i prati e i sentieri. Cerco di comunicarla a chi mi sta vicino, ma evidentemente è una faccenda troppo intima, troppo personale, perché alla fine, in quei boschi ci sei da solo.
Mi ritrovo gongolante di gioia per essere riuscito ad accendere un fuoco, o per aver dato il nome giusto agli alberi, urlo nelle radure, inseguendo gli orsi.